l Decreto legislativo 185 approvato il 21 aprile 2000 (GU n. 156 del 6 luglio 2000) favorisce lo sviluppo dell'autoimprenditorialità giovanile (Titolo I del decreto) e dell'autoimpiego (Titolo II del decreto) nelle aree economicamente svantaggiate del Paese.
Titolo I - Autoimprenditorialità
Sviluppo Italia promuove, attraverso le agevolazioni per l'autoimprenditorialità, la creazione e lo sviluppo di imprese costituite da giovani nelle aree depresse del Paese attraverso diverse misure:
produzione di beni e servizi alle imprese
fornitura di servizi
subentro in agricoltura
cooperative sociali.
Le agevolazioni per la creazione d'imprese giovanili gestite da Sviluppo Italia fanno capo al Titolo I "Autoimprenditorialità"del Decreto legislativo 185/2000, al relativo Regolamento d'attuazione (Decreto del Ministero dell'Economia n.250 del 16.07.2004, pubblicato sulla GU n.235 del 6.10.2004) che rende il Decreto 185 pienamente operativo. Infine la Legge 14/05/2005 n. 80 (Decreto competitività) ha introdotto alcune novità al decreto.
Titolo II - Autoimpiego
Sviluppo Italia favorisce l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la creazione di imprese di piccola dimensione nelle aree economicamente svantaggiate del Paese.
Le tipologie di intervento sono tre:
Per tutte le misure del decreto la localizzazione dell'iniziativa imprenditoriale deve rientrare nei territori agevolabili stabiliti dall'Unione Europea.
Il Lavoro Autonomo è una misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 pensata per chi vuole mettersi in proprio creando un'impresa da solo, in forma di ditta individuale.
Sviluppo Italia finanzia chi vuole mettersi in proprio attraverso il Lavoro Autonomo con un massimo di 25.823 euro.
Per avviare un'attività in forma di Lavoro Autonomo devi essere:
maggiorenne alla data di presentazione della domanda
non occupato alla data di presentazione della domanda
residente nei territori di applicazione della normativa alla data del 1 gennaio 2000 oppure nei sei mesi precedenti alla data di presentazione della domanda.
Anche la sede legale e operativa della società deve rientrare nei territori agevolabili.
A CHI
NON SI RIVOLGESi considerano occupati, e quindi non possono avvalersi di queste agevolazioni:
i lavoratori dipendenti (a tempo determinato e indeterminato, anche part-time)
i titolari di contratti di lavoro a progetto, intermittente o ripartito
i soggetti che esercitano una libera professione
i titolari di partita IVA anche se non movimentata
gli imprenditori, familiari (nel caso di impresa familiare) e coadiutori di imprenditori
gli artigiani.
Con riferimento al punto 1, ai fini della individuazione dei soggetti titolari di rapporti di lavoro dipendente, saranno considerati i criteri di cui al D.P.R 22 dicembre 1986 n. 917 (recante "Approvazione del Testo Unico delle imposte sui redditi") e successive modifiche e integrazioni e, partitamente gli artt. 49 e 50".
Con i finanziamenti per il Lavoro Autonomo puoi avviare iniziative in qualsiasi settore:
produzione di beni
fornitura di servizi
commercio
COSA NON SI PUÒ FARE
Non puoi avviare iniziative che si riferiscono a:
produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
trasporti
e, comunque, relative a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.
Le agevolazioni finanziarie concedibili sono:
per gli investimenti
per la gestione
Il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili (investimento + gestione) e non può superare l'importo di 15.494 euro.
Il contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra l'ammontare degli investimenti ritenuti ammissibili e l'importo del finanziamento a tasso agevolato.
Il contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività non può in ogni caso superare l'ammontare di 5.165 euro.
Il totale dei contributi a fondo perduto (investimenti + gestione) è pertanto pari al 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
Al momento della stipula del contratto di agevolazione puoi avere un anticipo pari al 40% del totale dei contributi concessi in conto investimento; il restante 60% ti verrà erogato in un'unica soluzione a saldo, una volta completati gli investimenti.
Puoi utilizzare i finanziamenti per l'investimento per:
acquisto di attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti
ristrutturazione di immobili - entro il limite del 10% del totale investimento.
Puoi utilizzare i finanziamenti per la gestione per:
acquisto di materie prime e materiale di consumo inerenti al processo produttivo
utenze e canoni di affitto per immobili
garanzie assicurative.
COSA NON FINANZIA
Non puoi utilizzare i finanziamenti per:oneri relativi al mutuo agevolato
salari e stipendi
tasse e imposte.
Per accedere alle agevolazioni bisogna presentare una domanda, in cui è richiesto di sviluppare l'idea imprenditoriale, insieme ad alcuni allegati.
La domanda va poi inviata - tramite raccomandata A.R., insieme agli allegati e senza apportare modifiche rispetto a quella trasmessa online - alla sede di Sviluppo Italia regionale competente per il tuo territorio.
Dopo una prima fase diretta a verificare la validità formale della domanda, il tuo progetto imprenditoriale verrà sottoposto a un rapido processo di valutazione, per verificare l'effettiva realizzabilità della tua idea dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.
In caso di approvazione verrai convocato per la stipula del contratto.
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La Microimpresa è una misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 pensata per chi vuole creare una piccola impresa nel settore della produzione di beni e della fornitura di servizi, che abbia al massimo 10 dipendenti.
Sviluppo Italia finanzia chi vuole mettersi in proprio attraverso la Microimpresa con un massimo di 129.114 euro.
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Il Franchising è misura prevista dal Titolo II del Decreto 185/2000 indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato.
Il Franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda con una formula commerciale consolidata (franchisor) e dall'altra una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula.
L'azienda "madre" (franchisor) concede all'affiliato (franchisee) il proprio marchio, oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio il franchisee si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor.
I testi di sopra riportati unitamente al logo sono tratti dal sito di sviluppoitalia